Michela lo tirò fuori dalla tasca del suo bomber. "lo vuoi un cucciolo? io non posso tenerlo, mamma mi butta fuori di casa" lei parlava, io
non ascoltavo più da quando i miei occhi si erano incontrati con quegli occhioni vivaci e spaventati di un cucciolo dalla testa enorme e le
orecchie enormi che penzolavano e dondolavano mentre mi leccava le mani. "Lo voglio, inventerò qualcosa con mamma per tenerlo non
ti preoccupare". Lo portai a casa e mia madre come lo vide cominciò a elencare duecento motivi per cui non poteva rimanere con noi
quel povero cucciolo abbandonato. "E’ solo per questa notte che non sapevamo dove lasciarlo, domani lo porterò via".
Ovviamente è rimasto con noi il giorno seguente, quello seguente e tutti i giorni a venire. Quella notte lo chiudemmo nel bagno per
evitare di alzarci il giorno dopo e calpestare pipì e cacca in ogni dove. Lo chiusi nel bagno e andai a letto. La cameretta e il bagno
sono divisi da un lungo corridoio. Lo sentivo piangere dal mio letto. Il silenzio in tutta la casa rotto solo dal russare di mia madre e
poi questi versi che mi facevano male. Si sentiva ancora una volta solo e abbandonato, ma non era così, io e la mia famiglia ci
stavamo prendendo cura di lui. Come potevo dirglielo e spiegarglielo? Cercavo di addormentarmi per far arrivare subito mattina,
sarei stato tutto il giorno con lui, l’ avrei portato dal veterinario e lui avrebbe capito. Mio fratello Pietro ha invece la cameretta proprio
davanti al bagno e lo sento aprire la porta a soffietto della sua camera e poi la porta del bagno mentre impreca qualcosa. Mi alzo al
volo e corro in bagno e lui prima sgrida il cucciolo e poi me perchè non riesce a dormire con quella cagnara e minaccia di prenderlo
lui il giorno dopo e andarlo a portare da qualunque altra parte che non fosse casa nostra. Non l’ avrebbe mai fatto, ma era incazzato
sul serio e così resto un pò con il cucciolo per calmarlo. Non serve molto, basta la mia presenza, gli basta non stare da solo. Lo
adagio sull’ asciugamano che gli fa da cuccia e mi siedo sul bidè li accanto e lo accarezzo finchè si addormenta. Appena smetto però
si desta e facciamo questo gioco per 3 o 4 volte. Alla fine mi addormento io, seduto sul bidè. Mi risveglio perchè lui mi sta
mordendo le ciabatte. Lo riposiziono sull’ asciugamano, lo accarezzo si addormenta sereno "non ti lascerò mai" penso mentre esco
senza fare rumore dal bagno e vado a letto. "E’ in buona salute ma ha una malattia alla pelle" mi dice la veterinaria il giorno dopo. Lo
ha posato su un tavolo fatto di metallo, gli ha dato un pò di croccantini e mentre lui mangiava gli ha preso la temperatura e fatto una
puntura sul dorso che lui non ha nemmeno sentito. Poi ha controllato i dentini (quanti graffi in quel periodo su mani e braccia) e mi ha
dato la ricetta per la medicina che avrebbe curato la malattia alla pelle che aveva e che gli causava prurito e caduta dei peli. Dovevo
lavarlo due volte al giorno con questa medicina che a lui lo guariva ma che per la pelle degli uomini è nociva, quindi durante il
lavaggio dovevo indossare dei guanti. Vado in farmacia e prendo la medicina e arrivato a casa comincio la cura. Con Giancarlo
prendiamo Billy e lo infiliamo nella vasca la dottoressa ha detto che prima va bagnato il pelo e Billy è impaurito e allo stesso
incuriosito dall’ acqua che fuoriesce dal rubinetto. Con le mani aiutiamo l’ acqua a penetrare bene nel pelo fitto e quando ci sembra
completamente bagnato infiliamo i guanti e prendiamo la boccetta di medicinale. L’ odore è simile a quello della triellina, la dottoressa
ci ha detto che al cucciolo brucerà molto sulla sua pelle e che dobbiamo cospargere bene tutto il corpo e lasciare agire per qualche
minuto. Verso la lozione piano piano sul pelo di Billy e con la mano faccio in modo che vada su ogni cm di pelle. Billy comincia a
tremare e a piangere. Sulla pancia dove ha meno pelo e nelle chiazze dove lo ha perso vedo la pelle reagire alla lozione e arrossarsi
tantissimo. Billy ora vuole uscire dalla vasca, si agita e noi dobbiamo fare in modo che non si lecchi e che rimanga fermo. Aspettiamo
quei minuti che non passavano più sentondolo lamentarsi e piangere e con quegli occhioni ci pregava di aiutarlo, ma era per il suo
bene. Quando poi abbiamo finito e lo abbiamo asciugato tutto ho pensato che non ci sarei riuscito due volte al giorno a medicarlo in
quel modo, ma era per il suo bene e l’ ho fatto. Dopo una settimana di trattamento il pelo è ricresciuto tutto e il prurito passato. Era
guarito. Di quella esperienza è rimasta la paura in Billy che ricorda ancora, tutte le volte che qualcuno gli dice "Annamose a fa il
Bagno" lui scappa terrorizzato sotto al letto di mamma.
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