04  Giu
Primo giorno di Lavoro
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Eh si oggi ho iniziato a lavorare come commesso presso un negozio di Ottica in zona Termini.

Lavorerò tutti i pomeriggi dalle 16:00 alle 20:00 , un lavoro che mi va benissimo per gli orari così la sera si fa tardi e la mattina si dorme!!

Domattina però ci si alza presto che abbiamo intenzione di andarcene al mare e tornare per pranzo e poi dopo si va a lavoro. La sera appena stacco devo correre in centro per l’ aperitivo che sto organizzando. Ah se qualcuno volesse passare a trovarmi il locale si trova in vicolo cellini , 30 e si chiama Dietro le Quinte - BCKSTG

L’ ingresso è di 10 euro e comprende sia l’ aperitivo che la tessera obbligatoria. C’è un ottimo buffet e ottimi anche i cocktails e musica lounge in sottofondo. Tantissimi amici che verranno a trovarmi spero ci sia anche qualcuno di voi!

Bhè vado a dormire presto vi giuro vi racconterò qualcosina di questi ultimi tempi!!

Notte!

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Giugno 4, 2008, 12:57 am | No Comments »

28  Mag
Oggi primo giorno di Mare!!!
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Eh si ragazzi.. ci siamo svegliati presto ora facciamo colazione, ci mettiamo i costumi, prendiamo gli asciugamani, cremina e ce ne andiamo al mare!!!

Primo (forse) bagno della stagione. Ci avevano detto che oggi ci sarebbe stato cattivo tempo e invece… e quindi alla faccia di chi “ce l’ ha gufata” noi andiamo!!!

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Maggio 28, 2008, 7:29 am | No Comments »

15  Apr
Il cane il leone e la scimmia
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Un signore va a caccia grossa in Africa e porta con se il suo cucciolo.
Un giorno, durante una battuta, il cagnolino annoiato si mette a rincorrere una farfalla e, senza accorgersi, si allontana dal gruppo dei cacciatori e
si ritrova solo in mezzo alla savana.
Ad un tratto scorge un grosso leone che corre veloce verso di lui.
Impaurito si guarda intorno e vede poco lontano la carcassa di un grosso animale.
La raggiunge e comincia a leccare un osso.
Quando il leone sta per attaccarlo il cagnolino dice a voce alta: “Mmm, che buon leone mi sono mangiato. Me ne farei un altro subito.”
Il leone si ferma e sentendo quelle parole pensa: “Che razza di animale sarà? E se poi faccio la stessa fine di quello lì?, meglio sparire! ”
Una scimmia che stava appollaiata su un ramo e aveva assistito a tutta la scena scende dall’albero e dice al leone: “Ma va là, stupido, e’ tutta una finta. Quella carcassa era già lì da un pezzo. Quello è semplicemente un cane e ti ha fregato.”
Il leone dice alla scimmia: “Ah si? Allora vieni con me che andiamo a trovare quel cane e poi vediamo chi mangia chi!”.
E si mette a correre verso il cucciolo con la scimmia sulla groppa.
Il cagnolino che aveva sentito tutto si rende conto della vigliaccata della scimmia e atterrito si chiede: “E adesso cosa faccio?”
Ci pensa su un attimo poi, invece di scappare, si siede dando le spalle al leone e dice a voce alta: “Quella maledetta scimmia!, Mezz’ora fa le ho detto di portarmi un altro bel leone grasso e ancora non si fa vedere.”
A quelle parole il leone incavolatissimo mangia la Scimmia in un boccone e il cagnolino fugge mettendosi in salvo.

MORALE: NEI MOMENTI DI CRISI LA FURBIZIA E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA CONOSCENZA.

Cerca di essere furbo come il cane, evita di essere stupido come il leone ma non essere mai tanto figlio di puttana come la scimmia.

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Aprile 15, 2008, 1:39 am | No Comments »

04  Apr
Il nano furioso
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Un tizio entra in un bar con un sacco sulle spalle da cui escono urla disumane, una bottiglia malconcia in mano e una faccia molto depressa.
Ordina un panino e una birra e rimane tutto il tempo a fissare il bancone.
Il barman si avvicina e gli chiede: “Cosa porta nel sacco?”
“Lasci perdere, sono gia’ abbastanza incazzato da solo e non voglio altri problemi!”
Dopo qualche tempo il barman insiste fino al punto di dirgli: “Le regalo il panino e la birra se mi fa vedere cosa c’e’ nel sacco”
“E’ meglio che non ci pensi, oggi ho gia’ avuto abbastanza problemi”
“Insisto le do anche 50 euro!”
L’uomo allora, stanco di rifiutare : “Guardi che le conviene entrare in uno sgabuzzino da solo e chiudere a chiave la porta. In ogni caso sono affari suoi, io l’ho avvertita!”
Il barman che vuole fare il duro insiste per aprirlo davanti a tutti.
L’uomo lo accontenta e non appena il barman apre il sacco ne esce uno strano tipo alto 30 cm, scatenato come una furia, che grida
parolacce e che mena botte a tutti quelli che trova davanti.
Tra il fuggi fuggi generale il tipetto distrugge tavoli, bicchieri, bottiglie e mezzo bancone prima che il cliente lo afferri e lo rimetta nel sacco.
“Io l’avevo avvertita di stare attento!”
Il barman, con una faccia distrutta a livello di pianto esclama: “Ma qui ci sono circa 100.000 euro di danni, cosa faccio adesso, e la
gente contusa chi la ripaga ?”
Vedendolo afflitto il cliente propone una soluzione. “Guardi, dentro a questa bottiglia c’e’ un genio potentissimo, che ci creda o no,
pero’ ha un solo difetto : e’ molto sordo. Questa bottiglia mi e’ costata un occhio della testa, se vuole posso fare uscire il genio, lei gli chiede i soldi e mi rida’ la bottiglia. Siamo pari col panino e la birra. Stia pero’ attento che puo’ usare solo un desiderio e che deve gridare molto forte”
Il barman e’ disperato e accetta. Stappa la bottiglia ed esce un genio un po’ decrepito che si dichiara ai suoi ordini per un desiderio.
Il barman pensa: “Che cacchio quando mai mi capita un’altra occasione, se invece di 100.000 euro ne chiedo qualcuno in piu’ al genio che gli frega!” Si avvicina quindi al genio e grida: “Voglio immediatamente un miliardo!”
zzzzzzZZOT! Nella sala compare immediatamente un grosso biliardo.
Esterefatto il barman esclama: “E adesso che cacchio ci faccio con questo biliardo!!!!! Io ho chiesto 1 miliardo!”
Risponde il cliente : “Te l’avevo detto che dovevi gridare molto forte… guarda me… secondo te gli ho chiesto “un PAZZO di 30 centimetri????”

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Aprile 4, 2008, 1:31 pm | No Comments »

29  Feb
E fattela na risata…
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Ultimamente sto un pò giù e le cause del mio “malumore” sono molteplici però ho appesa per casa la magliettina che mi hanno regalato Veronika e Giorgia che mi fa sorridere e mi rimette un pò di allegria e “mi faccio una risata” e ho pensato di farla fare anche a voi una bella risata!

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Febbraio 29, 2008, 5:50 pm | No Comments »

20  Feb
Giancarlo e Baffo
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Rieccoci qui, ancora noi.. io, la notte, la musica e il pc.

Sono stato fuori fino a poco fa con Flavia a girare per la città da un bar all’ altro a lasciare i flyer dell’ alibi.

Dovrei andare a dormire perchè domattina ho appuntamento con Baffo alle 10.30 sotto casa sua, a cinecittà est. E’ da parecchio che io e Baffo non usciamo insieme e non ci sentiamo molto. Siamo amici e per un bel pò di tempo abbiamo “lavorato” assieme per le discoteche. Quel periodo io lui e mio fratello andavamo spesso a ballare insieme e in giro per locali e messagerie varie. Poi io ebbi modo di fare del mio divertimento un “lavoro” e siccome Giancarlo nel frattempo si era fidanzato mi trascinai dietro Baffo. Ci siamo divertiti parecchio eh si anche grazie agli altri nostri amici, Viviana e Francesca in primis e poi Marzia, Walter, Andrea, Linus, Erika, Antonietta, Alessia, Stefano, Paolo etc. etc.

Quando si andava a ballare eravamo un bel gruppone di pazzi. Peccato all’ epoca non avessi un cell con fotocamera nè possedessi una macchinetta digitale, quante foto avrei fatto per ricordare quelle serate. Tipo quando andammo a Rimini io Baffo e Marzia mi portai la mia fedele macchinetta con rullino che l’ estate prima mi accompagnò in vacanza ad Ibiza.

L’ ultima serata che io e Baffo “lavorammo” insieme fu d’ estate all’ Oasi.

Vennero a trovarci Arianna e Ilaria.

Arianna era la mia ex, la ragazza di cui parlo in qualche post indietro, che conobbi qualche giorno prima di partire appunto per la vacanza a Ibiza.

Durò un mese. Ilaria era l’ ex di mio fratello Giancarlo.

Mia cugina Katia ci fece conoscere Ilaria. Ilaria mi fece conoscere Arianna.

Quella sera all’ oasi Ilaria fece capire che aveva un certo interesse per Baffo. Io ne parlai con Baffo e gli ricordai che Ilaria era l’ ex di Giancarlo, il suo migliore amico. Sono sicuro che Baffo non avrebbe mai voluto fare del male a mio fratello e che a volte le trame del destino sono pazzesche e ci appaiono irrazionali.. fatto sta che in qualche modo , dopo la vacanza a Rimini, Baffo e Ilaria si fidanzarono.

Io e Baffo ci allontanammo non per il “pezzaccio” che aveva fatto a mio fratello (che cmq ci rimase un bel pò male) ma perchè come accadde prima a Giancarlo, anche Baffo cominciò a chiudersi nel rapporto a due. Qualche mese dopo una notizia che ci sconvolse.. Baffo e Ilaria andarono a convivere, che pezza! Giancarlo e Baffo mi hanno dato una grande lezione di vita. Amici di quelli veri, che si capiscono senza parlare, che condividono quasi tutto tra loro, un rapporto bello che io più di una volta gli ho invidiato, pensavo una cosa del genere avesse compromesso tutto.

Giancarlo quando Baffo si fidanzò con Ilaria si era già rifidanzato, ma lui la pensava come me, di donne ce ne sono tante.. perchè proprio la sua ex?

C’è stato un tempo in cui tra loro erano “freddi” e io vedevo che entrambi ci soffrivano e non sapevo con chi dei due prendermela nè cosa fare.

Capivo da una parte Baffo ma dall’ altra capivo mio fratello. Bhè, con mia grande felicità e sorpresa passò tutto. Ora Giancarlo e Baffo sono più uniti che mai!

Io nel frattempo mi allontanavo da loro, io che non ero fidanzato e che continuavo ad andarmene in disco e in giro per locali. Io che uscivo sempre con una diversa. Giancarlo ed io lavoravamo assieme. Finchè ci scadde il contratto di lavoro che a me fu rinnovato a lui no.

Andavamo a lavoro assieme e tornavamo assieme con la macchina che ci eravamo comprati a mezzi. La sera quasi sempre ci si organizzava per uscire assieme ed ero felice di questo. Quando smise di lavorare con me inevitabilmente ci allontanammo…

Baffo dopo qualche mese capì che la convivenza non faceva per lui, riportò se stesso e le sue cose a casa. Portò qualcosa di nuovo con se, aveva, grazie a Ilaria, smesso di fumare e scoperto il Buddismo.

Ricominciarono a frequentarsi come prima lui e mio fratello e dopo qualche tempo anche Giancarlo smise di fumare. Per diventare Buddista c’ ha messo più tempo, però eccoli li, come ai vecchi tempi, amici e felici e sopratutto più maturi.

Non so se è merito della filosofia del Buddismo e non m’ interessa, ma sono felice che Giancarlo abbia iniziato a farci leggere i suoi racconti e Baffo a mostrare a tutti i suoi disegni.

Non ve l’ ho detto forse, ma la scuola dove si conobbero e che frequentarono entrambi era l’ Istituto D’ arte che si trova vicino la chiesa di Don Bosco. Entrambi sono due artisti che però, finiti gli studi hanno messo da parte tutto per entrare nel mondo del lavoro.

Di colpo si sono fermati e hanno deciso di dar sfogo al loro talento.

Giancarlo lo vedevo le ore davanti al pc a trascrivere su disco fisso ciò che non so quando aveva scritto su un misterioso quaderno. Erano i suoi racconti e solo suoi. Finchè un giorno ha deciso che poteva e voleva condividerli con altre persone.

Baffo lo anticipò creando un blog dove esporre i suoi disegni e i suoi pensieri.

Entrambi i blog in poco tempo hanno attirato visitatori e tanti commenti, esortazioni, critiche ma anche incoraggiamenti inaspettati.

Insieme ad alcuni amici hanno organizzato e realizzato una mostra insieme. Esposti in un locale i disegni di Baffo e letti alle tante persone accorse i racconti di mio fratello che non ha letto lui personalmente ma ha chiamato a farlo i suoi amici più cari e non vi nascondo l’ emozione quando chiese a me di leggerne uno.

Tutto questo non ricordo perchè ho cominciato a ricordarlo, non è una trovata pubblicitaria giuro, solo che magari qualcuno ora si sia incuriosito e vi faccio solo notare che tra i miei link trovate sia il blog di Baffo (Disegni) sia quello di Giancarlo (Racconti).

Entrambi i blog non vi parleranno solo del loro autore, ma anche dell’ amico, perchè ne Baffo (che cmq si chiama Alessandro) nè Giancarlo, possono raccontare di loro senza parlarvi dell’ altro.

Io li invidio ragazzi, invidia buona, quell’ invidia che da speranza e ti fa sentire che c’è qualcosa di bello nella vita. Si è “toccata” a loro questa amicizia e spero che ce ne sia una anche per me e cmq vedere loro mi fa sentire bene. Quando penso o sento dire “l’ amicizia quella vera non esiste” io penso a loro due e mi rallegro perchè mi confermano che l’ amicizia esiste, forse è rara , cavolo se lo è.

L’ altra settimana ho chiamato mio fratello per chiedergli se voleva venire con me a fare delle foto e magari se poteva anche Baffo.

Delle foto non m’ importa quasi nulla, però mi sembrava una buona scusa per provare a passare del tempo noi tre assieme. Sono venuti entrambi al mio compleanno all’ alibi, ma non è in quel contesto che voglio stare con loro. In giro noi tre, in una mattina di febbraio mi sembra più carino.

Baffo è disoccupato, quindi ha più momenti liberi rispetto a Giancarlo che invece lavora.

Baffo ha mollato il suo lavoro per dedicarsi alla sua passione, il disegno. Ora sta realizzando delle story-board, non chiedetemi che vordì perchè non lo so, penso dei fumetti, ma non ne sono sicuro. Giancarlo ha iniziato a scrivere il suo primo libro che dovrebbe terminare a marzo e che io vorrei essere uno dei primi a leggere. Domani mattina mi vedo con Baffo, Giancarlo forse ci raggiunge e spero tante che ci riesca.

Tutti e 3 avevamo dei sogni. Tutti e 3 li abbiamo infilati in una scatola e dimenticati li perchè la vita, come ha scritto Robby “ha delle priorità..” e i sogni non ti pagano la benzina, i vestiti e non ti fanno mangiare… o almeno è difficile che sia così.

Ora abbiamo ripreso quelle scatole polverose, le abbiamo aperte e rispolverato quel sogno.

Il bello è che ognuno l’ ha fatto senza sapere dell’ altro. Abbiamo preso le nostre strade, fatte le nostre scelte, per arrivare più o meno nello stesso tempo a fare una scelta che potrebbe cambiare le nostre vite. Di sicuro le ha rese di già incerte… ma in questo periodo di “precarietà” chi se ne accorgerà?

Posso dire almeno fino a questo momento che mi sento libero di correre per me, per il mio sogno.

Se tutto dovesse andarci male alle brutte.. troverete Baffo a fare il Madonnaro nelle piazze e sui sagrati delle chiese.

Giancarlo a scrivere necrologi sulle ultime pagine di un quotidiano locale o etichette in un magazzino.

Io non so.. forse a 50 anni mi troverete ancora nelle disco a fare il pr e le foto o mendico ad un semaforo.

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Febbraio 20, 2008, 1:28 pm | No Comments »

18  Feb
Nessuno è perfetto.. figuriamoci io
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Sono nato il 5 ottobre di 29 anni fa.  Sono il 4 di 6 figli (tutti maschi). La mia nascita fece capire subito che io non sarei stato come gli altri miei fratelli.

Dovevo nascere il 4 ottobre, ma ci sono state complicazioni nel parto e sono venuto alla luce dopo l’ una del 5 ottobre.  Parto podalico.  Che vuol dire? Vuol dire che invece di fare come tutti e uscire di testa io sono uscito al contrario, di culo. Quindi diversamente dagli altri la prima cosa che ho visto appena uscito non è stato il dottore,  no,  io come prima cosa ho visto da dove sono uscito,  da qui credo derivi la mia continua voglia di “rientrare”…

Ora fate pure le battutine sul fatto che il dottore vedendomi ha gridato a mia madre: “signora sua figlio a una faccia da culo” o “che bel sorriro il suo bambino” …  fate fate,  ormai ci sono abituato. Credo di averle sentite tutte e non preoccupatevi, non mi offendo.

A causare il mio “giramento” nella pancia pare sia stata la 220V. Si perchè mia madre in dolce attesa, non ricordo di quanti mesi, si mette a fare Mc Giver. Per aggiustare la spina del frigorifero è rimasta attaccata alla corrente! Non ricordo cosa ho provato,  ma da qui secondo me è nata la mia passione per la discoteca e per i capelli a spazzola.  Se non fosse stato per mio fratello Pietro,  non avrei visto la luce (non avevamo il salvavita)  lui infatti ha staccato l’ interruttore generale e non perde mai occasione per ricordarmi come mi ha salvato la vita.
Da bambino (ho foto purtroppo che lo testimoniano) io giravo sempre con il pisellino in mano, pensandoci l’ unica giustificazione che posso dare è che i miei 3 fratelli più grandi mi rubavano sempre i giocattoli, con qualcosa dovevo pure giocare!!

A due anni circa una sera a tavola stavo facendo i capricci (sono sempre stato molto sovversivo e ribelle) e mia madre stava uscendo matta, ci credo a provare a far mangiare 5 figli, così esausta ha chiamato i rinforzi, cioè mio padre, che alzando anche un pò la voce mi ha intimato di fare il bravo. Ovviamente non ero stupido e riconoscendo la sua autorità, non ho trovato di meglio per sfogare la rabbia che stringere forte , ma forte il cucchiaio che tenevo in mano perchè avrei voluto gridare a mio padre che me ne fregavo di quello che stava dicendo (questo lo sto supponendo) e stringi stringi per la rabbia, ora non ci crederete, mi si è spostato l’ occhio destro dietro il naso. Strabismo di Venere provocato. Visita dal dottore che scopre che ho anche problemi alla vista invece dei famosi dieci decimi, io ne avevo 10 e 50 a un occhio e 11 all’ altro. Aò ve l’ avevo detto che ero diverso..

A due anni mi ritrovo con gli occhiali. I miei nemici fino ai 13 anni. Quanti ne ho spaccati? nemmeno mi ricordo. Ne cambiavo 1 paio a settimana quasi. Ho avuto tutti i modelli degli anni ‘80. Quelli celestini di plastica tondi. Quadrati, con le stecche di ferro, con le stecche di gomma che si potevano piegare anche al contrario, rinforzati, con le lenti anti bazuka, smontabili, con la stecca che girava attorno all’ orecchio anti caduta… niente. Io li rompevo tutti. Ci saltavo sopra, li piegavo li tiravo, gli facevo di tutto. Non li volevo. Odiavo essere chiamato quattrocchi, odiavo i bambini dell’ asilo che mi guardavano affascinati e mi domandavano cosa avevo sul naso e volevano toccare capire. Alle elementari continuavo a romperli, ma mi ero evoluto. Per evitare che mia madre mi corcasse di botte non li rompevo io direttamente, ma studiavo e realizzavo dei piani per far si che accidentalmente si rompessero. Provocavo risse con i compagni che suonandomele mi rompevano gli occhiali, li poggiavo sulla sedia del mio compagno di banco che ovviamente non vedendoli si sedeva e Crack!! Poi smisi quando mia madre stufa di spendere le enormi cifre per gli occhiali cominciò a mandarmi a scuola con il nastro sulle stecche come gli sfigati nei film americani, ricordo un paio di occhiali addirittura tenuti insieme con il fil di ferro… Così oltre a prendermi in giro per il 4 occhi.. si aggiungevano ulteriori prese per il culo.

Si la mia è stata un’ infanzia molto difficile.

Crescere con 5 fratelli è una figata. Ve lo devo dire. Mi spiace per i figli unici anche se loro hanno avuto altre cose. Tanti giocattoli uniproprietario!! Fino ai penso 16 anni non avevo nulla, ma dico nulla di mio. Ogni cosa era di tutti, dai giocattoli alle mutande e i vestiti in genere. I cassetti degli armadi erano tutti in comproprietà, in cameretta dormivamo tutti insieme (finchè il più grande non ha svuotato lo sgabuzzino e ci ha ricavato la Sua cameretta, bastardo) . A natale per dire ognuno aveva il suo regalo che era suo per i 10 minuti successivi allo scartamento. Poi io volevo la macchinetta rossa di mio fratello Giancarlo, Alessio voleva Geeg Robot di Roberto, Andrea voleva smontare tutti i regali che erano elettrici etc. così partiva lo scambio di regali e giocavamo fino alla sera. Poi provati tutti e passata l’ euforia iniziale i giocattoli ci annoiavano. E qui sviluppavamo la fantasia. Le grandi guerre.

Il Geeg Robot dichiarava guerra alla macchinetta rossa, le pistole sparavano al sapientino. Dopo due giorni i giocattoli erano belli che rotti.

Come diceva sempre mio padre riferendosi a tutto ciò che ci veniva regalato/comprato, vi dura tutto da Natale a S. Stefano (auguri a tutti gli Stefano.. pure ai Natali).

Mi ricordo pochi giochi che abbiamo avuto da piccoli. La pista polistil con le macchinette lanciate a folle velocità con ostacoli improvvisati sul tracciato , le macchinette modificate con il rame che provocava scintille, pezzi di pista non uniti perchè speravamo che le macchine saltassero e poi rientrassero in carreggiata e botti allucinanti su curve fatte a velocità massimo e la macchinina che volava via a sbattere contro l’ armadio o la parete.

Ricordo le pistole colorate che sparavano palline da ping pong.
Ricordo il Go-Down che ci impiegavamo ore e ore a mettere tutti i pezzi in piedi e poi ci volevano 30 sec per vederli cadere uno sull’ altro.

Molti giochi di società. Il mio Voltrus 5 , i 5 leoni che si univano e diventavano un robot (ora non ricordo il nome) e un dinosauro telecomandato (ma con il filo) che camminava.

>Durando poco i giocattoli dovevamo trovare altri giochi per intrattenerci. Avevamo il cortile per giocare e non ci giocavamo solo a pallone anche perchè cercavano di vietarcelo. Mia madre infatti nel cortile stendeva i panni (lenzuola bianco o colorate finivano spesso con l’ essere decorate da manine di fango o scritte “Tango”) aveva i vasi con le piante (orrendamente mutilate da pallonate calciate di punta) disturbavamo tutti gli abitanti del palazzo e arrivavamo a sporcare anche i panni della signora del 3 piano!!

Giocavamo con gli altri bambini e i loro cugini a Color Color, 1,2,3 Stella, Palla avvelenata, Mondo, il gioco dei mimi , campana , corda e con le biglie.

In quel cortile bacia per la prima volta. Lei si chiamava Valentina (se non ricordo male) avrà avuto 5 o 6 anni, io la sua stessa precoce età. Valentina era una bimba difficile, nel senso che aveva genitori con problemi e glieli facevano venire anche a lei. Non ci stava molto simpatica. Sopratutto perchè era una femminuccia e noi tutti maschi volevamo e preferivamo giochi da maschi. Non ci piaceva prendere il thè con le sue bambole, anche se a me divertiva troppo fare polpette di fango adornate da piantine tritate coi sassi. Lei era per noi una rompipalle (già a 6 quanto avevamo capito della vita..). I miei fratelli e anche io , non lo nego, la prendevamo spesso in giro e lei piangendo correva a casa e noi potevamo fare i giochi che volevamo. Però io ci soffrivo. Non so perchè non mi sono mai piaciuti i sopprusi e vedere gente accanirsi contro chi non si sa o non può difendersi. E quindi mi faceva pena Valentina. Fatto sta che un pomeriggio lei scende per giocare con noi. Quel pomeriggio mia madre ci aveva regalato un lenzuole che doveva buttare. Noi armati di sedie e mollette abbiamo messo su una specie di tenda. Il nostro gioco di quel pomeriggio sarebbero stati gli indiani e i cowboy forse. Ma c’ era lei a rovinare i nostri piani. Lei voleva giocare tipo alla moglie che cucina e aspetta il maritino a casa e che faceva le pulizie (secondo me se le bambine sapessero che lo faranno tutta la vita, non giocherebbero mai a certi giochi) e c’ impediva così di giocare alla guerra. I miei fratelli, forse anche io cominciammo a prenderla in giro fino a farla piangere ma prima che scappasse via stavolta capendo che avevamo esagerato ho preso le sue difese. Per fermi perdonare poi ho accettato di giocare con lei a maritino e mogliettina. Entriamo sotto la specie di tenda e lei mi bacia!!

Un bacio che non riuscirò mai a scordare. Dato all’ improvviso a stampo. Sento ancora la sensazione di fastidio per le sue labbra appiccicose di saliva. Uno shock per me. Che schifoooooooo baciato da una ragazzina senza il mio permesso come fanno nei film!!

Per me una vergogna anche perchè a baciarmi era stata Valentina, presa sempre in giro da me e i miei fratelli. Umiliato e schifato me ne sono uscito dalla tenda e sono scappato in casa sperando che nessuno ci avesse visto.

Poi Valentina cambiò casa. Prima di ora a pochissime persone ho raccontato del bacio con Valentina (spero i miei fratelli non leggano mai). Per ora è tutto vi rimando alla prossima

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Febbraio 18, 2008, 12:43 am | No Comments »

17  Feb
Iniziamo..
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Ecco il mio nuovo blog. Vediamo quanto sono bravo a personalizzarlo. Piano piano oltre a migliorare l’ aspetto grafico, porterò qui i post che avevo in quello di space live.

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Posted by admin, filed under parlando. Date: Febbraio 17, 2008, 7:41 pm | No Comments »