Usi e abitudini
1. Soprannomi
Se Laura, Susanna, Debora e Maria vanno a cena fuori, si chiameranno l’un l’altra Laura, Susanna, Debora e Maria.
Se Mario, Luca, Carlo e Giorgio vanno a cena fuori, si rivolgeranno affettuosamente l’un l’altro come Ciccione, Testa di c***o, Buffone e Gozzilla.
2. A cena fuori
Quattro uomini a cena fuori: anche se il conto è di 40€ ognuno tirerà fuori 20€ dicendo di non avere tagli minori, e non vorrà il resto.
Quattro donne a cena fuori: quando arriva il conto di 43,79€ compare la calcolatrice: 10,95€ a testa, tranne una che paga 10,94€ e che insisterà per pagare un centesimo di più la volta dopo.
3. Soldi
Un uomo pagherà 5€ per un oggetto che ne vale 2, se lo vuole.
Una donna pagherà 2€ per un oggetto che ne vale 5, e che non vuole.
4. Bagno
Un uomo ha in media sei oggetti nel bagno: uno spazzolino, un dentifricio, una schiuma da barba, un rasoio, un sapone e un asciugamano.
Una donna ha in media trecentoquarantasette oggetti, la maggior parte dei quali un uomo non riesce neppure a identificare.
5. Discussioni
Una donna ha l’ultima parola in ogni discussione.
Qualsiasi altra cosa un uomo dica è l’inizio di una nuova discussione.
6. Futuro
Una donna si preoccupa del futuro finché non trova un marito.
Un uomo non si preoccupa del futuro finché non trova una moglie.
7. Successo
Un uomo di successo è colui il quale guadagna più di quanto sua moglie sia in grado di spendere.
Una donna di successo è quella che trova quest’uomo.
8. Matrimonio
Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà.
Un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei cambierà.
9. Vestirsi
Una donna si veste bene per fare shopping, dare acqua alle piante, buttare la spazzatura, prendere la posta e rispondere al telefono.
Un uomo si veste bene per i matrimoni e i funerali. In genere, solo quando sono i suoi.
10. Aspetto
Gli uomini si svegliano dello stesso aspetto con il quale sono andati a dormire.
Le donne per qualche misterioso fenomeno chimico si deteriorano durante la notte.
11. Prole
Una donna sa tutto dei suoi bambini: appuntamenti dal dentista, migliori amici, sogni, incubi, paure, speranze, ecc..
Un uomo è vagamente a conoscenza di una persona bassa che gira per casa.
Incomprensioni
Un ragazzo e una ragazza hanno una relazione da quattro mesi. Un venerdì sera si incontrano al solito bar dopo il lavoro. Dopo un po’, decidono di andare a mangiare qualcosa in un ristorantino vicino a casa. Mangiano, vanno a casa di lui e lei si ferma per la notte.
Lei la racconterà così…
“Marco aveva uno strano umore quando sono arrivata al bar, ho pensato fosse perché ero arrivata tardi ma lui non ha parlato molto di questo; la conversazione non prendeva tuttavia piede, e così ho pensato che forse un posto più intimo sarebbe stato utile a sviscerare il problema, così andiamo in quel ristorante, ma lui continua a essere un pochino sfuggente, e io cerco di coccolarlo un po’ e inizio a chiedermi se c’è qualcosa che non va in me, e glielo chiedo pure, ma lui mi risponde che no, non c’è niente che non vada in me, ma capisci io non mi sento rassicurata da questo, così nel taxi verso casa sua gli dico che lo amo e lui mi mette un braccio attorno al collo e io non so che cosa significhi questo, perché lui non mi ha risposto quando gli ho detto che lo amo, così quando arriviamo a casa sua inizio a pensare se lui non stia cercando di allontanarsi da me, e così cerco di chiederglielo, ma lui in risposta accende la televisione; allora gli dico che vado a dormire e dopo circa dieci minuti lui mi raggiunge e facciamo l’amore, ma lui rimane distante, e dopo io voglio andarmene, e non lo so, non so più che pensare, insomma, pensi che si veda con qualcun’altra?”.
Lui la racconterà così…
“Giornata di merda in ufficio, ma grande scopata…”.
Capirsi al volo
Giovanni si sente attratto da Teresa. Le propone di andare al cinema, lei accetta. Si divertono. Sere dopo lui la invita a cena e di nuovo stanno bene. Nel giro di poco tempo nessuno dei due vede più gli altri.
Una sera, in auto, rincasando…
Teresa senza pensarci dice: “Hai pensato che oggi sono sei mesi che ci vediamo?”. Si fa silenzio in auto. A Teresa quel silenzio sembra pieno di significati. Pensa: “Forse gli avrò dato fastidio che abbia detto questo, forse crede che io voglia forzarlo a prendersi un impegno che lui non desidera o del quale non è sicuro…”.
Giovanni pensa: “Ma guarda, sei mesi…”.
Teresa pensa: “Ma neanche io sono sicura di volere questo tipo di rapporto. A volte mi piacerebbe avere un po’ di libertà, per avere tempo di pensare a ciò che voglio veramente… Continueremo a vederci a questo livello di intimità? Sono pronta a questo impegno? Conosco davvero quest’uomo?”.
Giovanni pensa: “Quindi questo significa che era… vediamo… febbraio quando iniziammo, giusto dopo aver lasciato il meccanico, cioè… vediamo il contachilometri… merda, devo cambiare di nuovo l’olio!”.
Teresa pensa: “È sconvolto. Glielo leggo in faccia. O forse sto interpretando male. Forse vorrebbe di più dal nostro rapporto, più intimità; forse ha sentito prima di me che ha delle riserve. Sì, è questo. Ha paura di sentirsi rifiutato”.
Giovanni pensa: “Devo dirgli di guardarmi di nuovo il carburatore. Questa cosa cammina come un camion dell’immondizia”.
Teresa pensa: “È arrabbiato. Anch’io lo sarei. Dio, mi sento così colpevole, facendogli passare questo, ma non posso evitare di sentire come mi sento. E non mi sento sicura”.
Giovanni pensa: “Mi diranno che ha solo tre mesi di garanzia!”.
Teresa pensa: “Forse sono troppo idealista, aspetto che arrivi il principe azzurro sul suo cavallo bianco quando ho al mio fianco una persona comune, buona, con la quale mi piace stare, che è importante per me e alla quale io importo. Una persona che soffre per le mie egocentriche fantasie da adolescente romantica…”.
Giovanni pensa: “Vogliono una garanzia? Gliela do io la garanzia!”.
Teresa dice a voce alta: “Giovanni!”.
Giovanni, sorpreso: “Cosa?”.
Teresa: “Per favore, non ti torturare così!”, dice, con gli occhi velati di lacrime: “Forse non avrei dovuto dirti… Dio, mi sento così…” e si interrompe singhiozzando.
Giovanni: “Cosa c’è?”.
Teresa: “Sono così stupida!”, singhiozza, “Voglio dire, lo so che non esiste quel principe; non esiste né cavaliere né cavallo…”.
Giovanni: “Non c’è cavallo?”, dice stupito.
Teresa: “Pensi che sono stupida, vero?”.
Giovanni: “Ma no!”, risponde contento finalmente di avere una risposta facile.
Teresa: “È solo che… ho bisogno di un po’ di tempo, mi capisci…”.
Segue una pausa di dieci secondi durante la quale Giovanni, pensando il più velocemente possibile, cerca una risposta.
Giovanni: “Certo che ti capisco”.
Teresa, emozionata, prende la sua mano: “Oh, Giovanni davvero lo pensi?”.
Giovanni: “Ah… sì, sicuramente…”.
Teresa si volta per guardarlo, e fissa i suoi occhi, rendendolo alquanto nervoso per quello che lei gli potrà dire, soprattutto se ha a che vedere con un cavallo. Alla fine lei dice: “Grazie Giovanni”.
Lui l’accompagna a casa e lei va a letto. Come un’anima che si tortura, piange fino all’alba. Intanto Giovanni torna a casa, apre un sacchetto di patatine, accende la TV e si immerge nella replica di una partita di tennis tra due giocatori sconosciuti. Una debole voce in un angolo recondito della sua mente gli dice che qualcosa di importante è successo, nell’auto, ma è sicuro che non c’è modo di capirlo: meglio non pensarci.
Il giorno dopo Teresa chiamerà una delle sue amiche e parleranno della cosa per sei ore di seguito. In forma dolorosamente dettagliata analizzeranno tutto quello che lei ha detto e tutto quello che lui ha detto, ritornando su ogni punto una e più volte, esaminando ogni parola, considerando ogni possibile ramificazione. Continueranno a discutere per settimane, senza arrivare a nessuna conclusione ma senza mai annoiarsi.
Intanto Giovanni un giorno, guardando una partita di calcio con un amico, distrattamente chiederà: “Luca, sai per caso se Teresa ha un cavallo?”.
Il taglio dei capelli
Versione femminile
– Oh, mio Dio! Ti sei fatta i capelli! Ti stanno un amore!
– Trovi? Io non ero dello stesso parere quando mi hanno dato lo specchio. Voglio dire, non ti sembrano troppo ricci?
– Oh santo cielo, no! No, sono perfetti! Anch’io volevo farmi un taglio così, ma penso che la mia faccia sia troppo rotonda. Forse è meglio che li lasci così come sono.
– Dici sul serio? Io trovo che il tuo viso sia adorabile. E potresti farti senza problemi uno di quei nuovi tagli tanto alla moda, saresti stupenda. Avevo intenzione di farlo anch’io, ma avevo paura che avrebbe messo in evidenza il mio collo.
– Oh, questa è bella. Mi piacerebbe avere il tuo collo. Qualsiasi cosa pur di distogliere l’attenzione da queste spalle enormi.
– Sei impazzita? Conosco ragazze che darebbero chissà cosa per avere spalle come le tue. Tutti i vestiti ti stanno così bene. Guarda le mie braccia, vedi come sono corte? Se avessi un po’ più di spalle non avrei problemi a indossare quello che voglio.
– Oh, non farmi ridere! Ma se praticamente tutti gli uomini cadono ai tuoi piedi… Oh si è fatto tardi, ti devo salutare, scappo. Ciao!
– D’accordo, ci sentiamo, carissima!
Versione maschile
– Ehi, ti sei rapato?
– Sì.
– Speso?
– Zero, ho usato la macchinetta.
– Stai di cacca.
– Sarai bello tu…
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